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Archivio 3 Luglio 2006

La luce e la speranza

3 Luglio 2006 5 commenti


Fu un risveglio improvviso.
Alchor aprì gli occhi. Vedeva un bagliore attraverso i rami della fitta boscaglia. Si era addormentato per la stanchezza e per la disperazione dopo che era stato ingannato e portato fuori dal sentiero.
Lentamente si alzò e questa volta senza fretta, si incamminò verso la luce. Cercava di limitare ogni rumore ma non era una cosa facile dato che i soli passi producevano un fastidioso scricchiolio sul letto di foglie secche che ricopriva il terreno.
A un tratto fu vicino a quella che sembrava essere la fonte.
Con sorpresa vide una donna. Era di spalle e non portava vesti, i capelli lunghi le ricoprivano completamente la schiena e il suo corpo esile e sinuoso rimaneva immobile. Emanava una luce calda e intensa simile a un sole, ma un sole che puoi guardare senza bruciarti gli occhi, anzi, un sole che non finiresti mai di osservare.
Alchor allungò un braccio cercando un appoggio su un albero ma distratto, mancò la mira e prese un esile ramoscello e lo spezzò provocando un forte rumore.
La donna si girò rivelando un viso dolce e sereno che non mostrava alcun segno del tempo. Era un viso maturo ma allo stesso tempo fermo a una gioventù che aveva deciso di non avanzare.
Alchor rimase a bocca aperta e senza rendersene conto cominciò ad avanzare verso di lei la quale si girò completamente mostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto fosse perfetta la sua bellezza.
Gli tese le mani allargando un meraviglioso sorriso su quel volto candido, anche lui allungò le mani e gliele prese.

“Abbi fede nella vita, sii coraggioso e non aver fretta, guerriero! Ti aspettano giorni di gloria e le tue fatiche saranno ricompensate”

Quindi lentamente si spense e scomparve.
Alchor rimase immobile con le mani tese, come se stesse ancora tenendo le sue, poi cadde in ginocchio e scoppiò a piangere.
Pianse come un bambino, nel buio assoluto del bosco ma dentro lui cresceva una nuova forza e sapeva che, da quel momento, sarebbe riuscito a superare ogni ostacolo.
Poi si addormentò con gli occhi umidi, protetto dal calore lasciato dal suo angelo.