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Non c’è tempo da perdere

24 Luglio 2006


Kasbell distava circa 150 miglia dal bosco da cui Alchor era uscito, raggiungerla a piedi significava dover camminare per molti giorni.
“forse una decina” disse a se stesso Alchor
“forse qualcuno in meno se mi affretto” disse poi sempre fra se e se.
Non aveva molte scorte con se e anche l’acqua sarebbe presto finita, quindi durante il viaggio avrebbe dovuto cercare qualche soluzione ma era la prima volta che doveva raggiungere la sua città da quella direzione.
Tirò fuori dalla sacca una pergamena, la srotolò e cominciò a spostare il dito su di essa. Era la carta delle terre centrali. Notò che il Kaspriver, un piccolo affluente del grande mannuriver, passava non lontano dalla strada che intendeva percorrere.
“a metà viaggio dovrei potermi rifornire almeno di acqua…” disse con voce che appariva più sconfortata che felice.
“…ma trovare da mangiare non sarà facile”
finito di pronunciare la frase, scoppiò a ridere!
“povero pazzo… adesso parli anche da solo!”
Riprese ad analizzare la carta e notò con dispiacere che fra lui e la città non vi erano altri centri abitati, o almeno non così importanti da essere segnalati e inoltre si trovava in territorio nemico. Il confine del regno era a circa 100 miglia e se qualcuno avesse intuito che non era un abitante dello stato di Crosswords, o peggio se avessero capito chi lui veramente fosse, avrebbe corso dei seri pericoli, quindi non c’era tempo da perdere.
Richiuse la pergamena, la rimise nel sacco e prese il cammino. Il passo era spedito ma non poteva certo permettersi di correre, però almeno inizialmente la strada era pianeggiante e sgombera di ostacoli. Non era una strada particolarmente curata e mancava sicuramente di manutenzione da diversi anni ma era agevole.
In quella situazione pensò di avere un vantaggio e uno svantaggio allo stesso tempo. Era in grado di vedere lontano e quindi nel caso avesse avvistato qualcuno di minaccioso avrebbe fatto a tempo a cercare una soluzione per evitare uno scontro ma allo stesso tempo il luogo non gli offriva nessun tipo di riparo o nascondiglio, solo qualche piccolo arbusto ogni tanto qua e la, niente alberi fino ai colli che vedeva in lontananza che però avrebbe raggiunto non prima di tre giorni di cammino.
“mi devo sbrigare” disse… e aggiunse, sorridendo, “povero pazzo!”

  1. strega
    25 Luglio 2006 a 1:53 | #1

    Mi piace davvero tanto….domanda…ma chi è lui??mai che me lo dici…continua Gendo…ottima fantasia..cià

  2. dearwanda
    25 Luglio 2006 a 11:42 | #2

    mmm…Alchor, povero pazzo. Non sai che, se volesse, il tuo creatore potrebbe risolvere tutti i tuoi problemi in un istante…^_^

  3. Gendo Ikari
    25 Luglio 2006 a 18:38 | #3

    Hai ragione Wanda! Secondo me uno degli aspetti più affascinanti del mestiere di scrittore di romanzi è proprio quello di poter decidere delle sorti dei propri personaggi!

  4. dearwanda
    27 Luglio 2006 a 6:40 | #4

    aperte ufficialmente le iscrizioni al gendo ikari fanclub! grazie, w.

  5. Gendo Ikari
    27 Luglio 2006 a 15:03 | #5

    Eheheh! Grazie a te!
    Che dici… comincio ad allenarmi per gli autografi? :-)

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