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Archivio Agosto 2006

Nel regno 2

16 Agosto 2006 2 commenti

Quella notte vennero convocate le più alte cariche al servizio del Re.
Nella sala delle riunioni sedevano ad un lungo tavolo in noce intarsiato, il Re a capotavola su di uno scranno dorato e ricco di decorazioni.
Alla sua sinistra il primo cavaliere del Re, il ministro della guerra e il ministro dell’economia, alla sua destra il segretario del Re, e quattro generali.
Tutti guardavano con stupore Re Arturo che pareva in breve tempo, essere rinato. Sembrava il vecchio condottiero di una volta. Sedeva dritto, aveva gli occhi ben aperti e vivaci, i capelli e la barba erano curati e teneva i pugni stretti e tesi.

“Signori! Vi ho riuniti qui urgentemente perché mi è giunta un’importante notizia”
Tutti, tranne il segretario che già sapeva, erano in febbrile attesa.
“Mio figlio, l’erede al trono, Alchor Seikuro, è fuggito dalla sua prigionia in terra straniera!”
Ci fu un improvviso mormorio fra i partecipanti alla riunione. Addirittura al ministro della guerra, sfuggì un’imprecazione, scusandosene immediatamente.
“Da chi ha ricevuto questa notizia, sire?” disse il primo cavaliere del Re, sir Sirio Taikawa.
“Da un messaggero dello stato di Crosswords. E’ stato mandato un ufficiale, tale… come si chiama? Non ricordo…” disse rivolgendosi al segretario
“Orlando Southwind, sire” rispose prontamente Demion
“Ebbene, questo capitano mi ha recapitato una lettera del Generale capo in persona. Credono che l’abbiamo liberato noi e che adesso si trovi qui.”
“Un bel guaio!” disse il ministro dell’economia
Il Re gli rivolse uno sguardo minaccioso. “Perché dovrebbe essere un guaio? sir Aldebaran!”
“Sua maestà, se mi è consentito, io credo che il fatto che il principe sia fuggito e che credano che siamo stati noi e che ancora, credono lo teniamo noi, ci porterà molti guai. Se non lo riavranno potrebbero anche decidere di attaccarci…”
“e che ci provino, quei porci!!” urlò il ministro della guerra battendo un pugno sul tavolo.
“Calma, calma” disse il Re con un sorriso compiaciuto, guardando il suo impetuoso generale.
“E’ vero, potrebbe essere motivo di scontro ma io prima di tutto vedo in questo evento un presagio positivo”
“Mi perdoni maestà, ma non sappiamo dove sia… e… beh, insomma… non sappiamo nemmeno se sia ancora vivo.” disse il generale della fanteria
Il Re evidentemente nella gioia della notizia non aveva preso in considerazione quell’ipotesi. Ineffetti non sapevano altro che il fatto che fosse fuggito, poi cosa ne fosse stato dopo non erano in grado di conoscerlo.
“Avete ragione generale, avete ragione, forse mi sto lasciando prendere troppo dall’entusiasmo”
Il Re parve improvvisamente stanco.
“Comunque il problema principale ora è stabilire quale risposta dare al nemico” disse sir Sirio improvvisamente, come a voler cambiare discorso.
“E’ vero! Il capitano Southwind attende risposta.” intervenne il segretario
Ci fu un attimo di silenzio durante il quale ognuno pensava a quale potesse essere la risposta più adeguata per evitare gravi problemi.
“Dobbiamo prendere tempo” disse il ministro dell’economia
“Già! Stavolta mi rammarico, ma sono daccordo con te.” aggiunse il ministro della guerra, dando una forte pacca sulla spalla del minuto economista del Re.
“E’ ciò che pensavo anche io, miei signori” aggiunse il Re, “nel frattempo dobbiamo raccogliere informazioni e mandare degli esploratori per vedere se riusciamo a trovare mio figlio, prima che lo trovino i nemici”
“E una volta trovato, che si fa?” disse nuovamente sir Aldebaran.
“Lo diamo in pasto ai leoni!” disse Re Arturo.
Tutti si girarono stupiti verso lo scranno dorato
“è quello che sta pensando, vero sir Aldebaran?”
Una volta capito il senso della frase, le stesse facce si girarono verso il ministro, il quale arrossì visibilmente.
“I, io non intendevo questo, sire” rispose balbettando
“ma l’ha pensato, vero?”
“io volevo solo dire che se il principe dovesse tornare, il nemico avrà un pretesto molto valido per attaccarci” sir Aldebaran, sudava mentre esprimeva le sue ragioni.
“Va bene! Per il momento dedichiamoci al primo problema e cioè, prendere tempo. Al resto penseremo dopo” disse Re Arturo spezzando la tensione.
“Scriverò una lettera nella quale dichiaro che non conosciamo i fatti e che la fuga di mio figlio è da attribuirsi ad una scelta personale e che attendiamo anche noi di avere informazioni più dettagliate.” disse e dopo una breve pausa aggiunse “Potete andare tutti ora. Tranne voi Demion e sir Sirio”
Tutti i ministri e fidati collaboratori del Re, si alzarono e con inchini e riverenze uscirono uno ad uno dalla sala. Rimasero unicamente il segretario Demion e il primo cavaliere del Re.
“Vi ho trattenuti perché desidero che mi aiutatiate alla stesura della lettera di risposta e perché siete le persone più fidate che ho e forse anche gli unici veri amici che mi sono rimasti”
“Sua maestà…” comiciò lentamente sir Sirio “in tutta sincerità… da un lato la notizia mi rende molto felice, ma comprendo pienamente le preoccupazioni del ministro, che tanto vi hanno turbato”
“Lo so! E’ un gran bel rischio!! Se non lo troviamo, diranno che lo teniamo nascosto e se lo troviamo non posso certamente ridarlo a loro. Quindi comunque vada avremo ben presto delle grane”
“Dobbiamo organizzare l’esercito e preparare il confine ad un eventuale tentativo di invasione” aggiunse il segretario
“Giusto! Dobbiamo prepararci al peggio… ma ora aiutatemi a scrivere questa lettera”
e così i tre per alcune ore rimasero soli intenti a trovare le migliori parole per tentare di mantenere la pace nel regno ancora per qualche giorno.

Da casa nel dettaglio

14 Agosto 2006 1 commento


Volo fra le nubi e mi libro nel cielo sconfinato.

L’esperimento delle foto giornaliere dalla finestra di casa è da considerarsi un pò eccessivo. Alla fin fine il cambio dell’immagine giornaliero non è così significativo. Allora magari ogni tanto metto qualche foto diversa.
Questo è il promontorio zoommato che si vede nelle altre foto. Stavolta l’immagine è bella grande anche se la compressione è sempre molto evidente.

Bello?
Adesso chi lo conosce sa sempre meglio dove mi trovo!!!

E arrivò la notte

12 Agosto 2006 1 commento


Per completare l’opera, ecco la stessa immagine anche di notte. Mi sa che una per ogni giorno dell’anno non la faccio, però magari una ogni mese si! Per il momento ho fatto il trittico giornaliero. :-)

Il 10 agosto 2006 dalla finestra di casa – di sera

10 Agosto 2006 2 commenti


Ecco lo stesso panorama alle 17:30. Mi sto divertendo :-)
Grazie Wanda! No, no… non vivo in paradiso!!! Però come ben sai abito in un posto dove la gente normalmente paga per starci un paio di settimane in vacanza!!! :-)

Il 10 agosto 2006 dalla finestra di casa

10 Agosto 2006 2 commenti


Cosa si vede da casa mia?

Come sempre sono stato contagiato dalla best blogger on the net :-) e ho deciso di fare una foto da una finestra di casa mia, lato sud-ovest. Chi conosce il posto individuerà facilmente il promontorio in fondo.
L’idea è quella di fare una foto ogni giorno per un anno al fine di vedere come cambiano le cose nell’arco delle stagioni… vabbè! Non so se farò così anch’io ma intanto questa è una!

Nel regno

4 Agosto 2006 3 commenti

La sala del trono era buia e le ombre si confondevano con un’aria dimessa. Infondo alla sala il trono dorato non brillava più… ormai da tre anni. Stancamente il Re sedeva con il viso appoggiato alla mano sinistra, i capelli grigi e lunghi scendevano scomposti e coprivano un viso invecchiato in quegli anni 10 volte tanto il normale.
Le udienze erano appena finite ma Re Arturo non era ancora uscito dalla sala. Un tempo era un Re orgoglioso e fiero, amato dalla gente che in lui vedeva un condottiero forte e valoroso, ora stancamente il declino dell’uomo aveva superato la gloria del passato.
La porta all’estremità opposta alla sala lentamente si aprì e comparve un omuncolo curvo e anziano che lentamente si avvicinava al trono.
“Sua maestà!” disse con voce fievole ma chiara.
Il Re alzò lo sguardo e fissò Demion, il segretario di corte.
“Sua maestà! Un corriere direttamente dallo stato di Crosswords, dice che porta una comunicazione urgente da parte del Generale in capo dello stato di Crosswords!”
Il Re a quelle parole parve per un attimo sorpreso. “Cosa potevano volere?” si chiese. “Adesso mio figlio non basta più?”. “Mi vogliono ulteriormente ricattare?”
Demion fissò il viso del Re e attese una risposta che però pareva non arrivare.
“Sua maestà!” ridisse.
Il Re improvvisamente parve destarsi dai suoi pensieri e guardò improvvisamente il viso preoccupato del suo segretario.
“Fallo entrare! Presto… e speriamo non porti altri dolori”
Demion si affrettò a uscire dalla sala del trono e dopo pochi minuti entrò nuovamente con un uomo vestito in abiti militari. L’uomo era alto muscoloso e ben curato. Non era particolarmente bello ma mostrava dei lineamenti fieri e virili. Demion annunciò a voce inaspettatamente alta e forte: “Capitano Orlando Southwind, della guardia nazionale dello stato di Crosswords, in veste di corriere per conto del Generale capo supremo dello stato di Crosswords”
Detto ciò Demion si fece da parte, mentre l’ufficiale avanzò spedito verso il trono. Si fermo a circa 3 metri dal Re, fece un saluto militare deciso e si presentò egli stesso, quasi noncurante della pomposa presentazione del segretario del Re.
“Capitano Orlando Southwind, sua Maestà! Vengo per conto del Generale capo supremo di Crosswords al fine di consegnare un messaggio del Generale capo in persona e per ricevere risposta immediata alla comunicazione”
Re Arturo rimase immobile e cercò per quanto gli fosse possibile di non far trapelare nessuna emozione, infine disse “Stia comodo capitano! Mi mostri questa comunicazione urgente!”
Il capitano si tolse dalla posizione di attenti e estrasse da una cartella al suo fianco una busta sigillata che porse allo stanco Re.
Egli tolse il sigillo, estrasse la lettera e cominciò a leggere.
La lettera non era particolarmente lunga e piena di giri di parole ma bensì abbastanza chiara.

Suo figlio, l’erede al trono, Alchor Seikuro, è evaso dalla dimora offertagli nel nostro paese.
Riteniamo che voi ne siate responsabile e vi lasciamo quindici giorni di tempo per riconsegnarlo alle nostre autorità.
Se ciò non avverrà non risponderemo delle nostre future azioni.
Attendo immediata risposta.

Generale capo Edward Graysky.

“Mio figlio…” disse a bassa voce Re Arturo.
Una lacrima attraversò una guancia rugosa e cadde sulla missiva.
“Mio figlio è riuscito a scappare…”
Alzò lo sguardo fissando il capitano e con voce leggermente tremante disse, “Per il momento mi riservo di rispondere, capitano. Il mio segretario la accompagnerà in un degno alloggio, domani le farò conoscere le mie decisioni”
Così detto, mentre il capitano si rimise sull’attenti, si alzò e uscì dalla porta dietro il trono che dava sugli alloggi reali. Le lacrime ormai gli solcavano completamente il viso.
“Mio figlio…”